La storia della Biblioteca - Biblioteca Diocesana di Caserta

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La storia della Biblioteca



Nonostante gli eventi non sempre favorevoli, il patrimonio librario è rimasto consistente in quanto comprende oltre dodicimila volumi a stampa (10.500 censiti nel 1988 dal Ministero dei Beni Culturali), di cui la maggior parte pubblicata prima del XVIII secolo (circa un centinaio sono infatti le cinquecentine).
A tale patrimonio di libri a stampa bisogna aggiungere una cinquantina di periodici nazionali e locali (tra quelli correnti e quelli spenti) e manoscritti del XIX secolo. Il patrimonio librario è suddiviso in altri due locali, oltre che in quello principale, secondo le esigenze di umidità e luminosità richieste dai testi: per tale motivo sono disponibili alla consultazione immediata solo le opere posteriori al XVIII secolo, mentre i testi più antichi sono consultabili solo su richiesta.

La Biblioteca del Seminario è registrata nell’Annuario delle Biblioteche italiane (CE0053) e nell’Annuario delle Biblioteche Ecclesiastiche Italiane (BECE016) e per la sua funzione strumentale è a carattere soprattutto teologico. Dall’arcivescovo Vito Roberti (1965-1987) le è stato impresso l’indirizzo di specializzazione in Patristica e Patrologia, tuttavia a causa del periodo di chiusura precedentemente ricordato, il patrimonio librario è stato scarsamente aggiornato e molto è stato dovuto ai lasciti delle biblioteche private dei sacerdoti della diocesi. Negli ultimi anni sono stati incrementati oltre al settore di specializzazione in Patristica, anche settori riguardanti le discipline di Sacra Scrittura, di Storia delle Religioni, di Filosofia, di Teologia, di Agiografia e di Storia della Chiesa.
Nonostante la sua caratteristica di biblioteca di specializzazione e di conservazione, è prevista anche una sua apertura a discipline non strettamente ecclesiastiche al fine di favorire la ricerca e lo studio non solo dei seminaristi, ma degli studenti in genere.
La Biblioteca del Seminario possiede, inoltre, un consistente patrimonio librario di Storia locale e di riviste diocesane estinte per cui si pone al servizio di chi ama approfondire la ricerca storica e sociale della nostra città. Tutto il materiale negli anni '80 per intervento dell’arcivescovo Vito Roberti è stato ricollocato, schedato e catalogato, secondo le norme RICA del 1979 da funzionari della Biblioteca Valliceliana di Roma.
Attualmente la catalogazione e la schedatura, non più aggiornate, sono state riprese attraverso moderne tecniche informatiche quale il programma ISIS30, costituendo un collegamento in rete con le altre biblioteche ecclesiastiche della regione e formando un Catalogo Unico Ecclesiastico Regionale, e SBN garantendo un collegamento in rete con le biblioteche aderenti alpolo CAM, sistema bibliotecario della regione campania.
Le stesse opere di datazione più antica (cinquecentine e seicentine) sono di nuovo in ricatalogazione e schedatura.
Il patrimonio librario della stessa consta di molte opere di cui oltre 20.000 volumi a stampa e una cinquantina di testate di periodici nazionali e locali. Raccoglie opere della Biblioteca dell’Abbazia benedettina S. Pietro ad Montes (sec. XVI), della Biblioteca del soppresso Monastero dei Padri Carmelitani, nella cui sede si trova attualmente il palazzo vescovile, il Seminario e la Curia (molte seicentine riguardano la Regola di quest’Ordine) e delle donazioni di alcuni sacerdoti come risulta dai frontespizi di alcune edizioni dei secc. XVII e XVIII. A questi si aggiungono altre donazioni che costituiscono i fondi "Broccoli" e "De Franciscis" che comprendono testi di filosofia, letteratura, politica, storia nazionale e locale.

Con Decreto vescovile di mons. Raffaele Nogaro è stata dichiarata Biblioteca Diocesana di riferimento, con un suo statuto e regolamento che disciplinano l'attività di consultazione e di apertura al pubblico. Inoltre essa è annessa all’Istituto Superiore di Scienze Religiose, pertanto si configura come l?unica biblioteca della Chiesa locale aperta ai fedeli della Diocesi per la ricerca storica e teologica. Infatti il patrimonio della biblioteca è costituito in maggioranza di testi di Patristica, Sacre Scritture, Storia della Chiesa, Teologia Morale e Fondamentale, Agiografia, Diritto Canonico, Psicologia e Sociologia, oltre che l?importantissimo e ben fornito settore di Storia locale. Lo stesso vescovo ha donato nel corso del 2009 la propria biblioteca personale costituita da circa 2.000 testi di argomento vario, venendo a costituire un fondo specifico denominato "FONDO NOGARO".

La biblioteca del Seminario ha cercato di imprimere alle sue attività anche un indirizzo polifunzionale imponendosi come istituzione socio-culturale con un ruolo attivo all’interno del contesto della città.

Ogni anno gli interventi vengono raccolti nella pubblicazione dei "Quaderni della Biblioteca" e per quelle ricerche di particolare interesse la stessa realizza anche delle monografie o delle mostre.

 
 
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